Il magistrato e il ministro

Battibecchi tra ministri e magistrati sono all’ordine del giorno; chi dice una cosa e chi risponde con un’altra. Mai parole tanto vicine sono state così lontane. “Magistrato” è parola che deriva dal latino magister, che significa “insegnante” o “capo” (in italiano ha dato, per altra strada, la parola “maestro”). E’ intrinsecamente colui che sta sopra, che è di più (magis-ter). Il “ministro” è l’opposto: è colui che è di meno, e che è sottoposto. Deriva sempre dal latino minus-ter, ed è evidente (minus) l’implicita minorità. E’ sottoposto, infatti, al presidente, o al re, o a chi governa.

In questi dibattiti e in questi tempi, se davvero la radice delle parole contenesse un senso di verità, sarebbe consolante notare che da magister (“chi sta sopra”, ripetiamo) derivi anche la gloriosa parola “Master”.

3 commenti

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3 risposte a Il magistrato e il ministro

  1. Resto abbacinato, grande Darius!

  2. Che nel Pdl nessuno abbia studiato latino? ;)
    Grande Dario, geniale questo blog.

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